Da Caminito a De Cataldo: i nomi che firmano il programma di Una marina di libri 2026

Se il tema di un festival è una dichiarazione di intenti, sono le persone che lo interpretano a trasformarlo in un programma vivo.

Per l’edizione 2026, Una marina di libri affida per la prima volta questa responsabilità a una costellazione di autori e autrici, chiamati a dare forma, ciascuno con il proprio sguardo, al tema “La voce dei senza voce”.

Ad affiancare il direttore artistico Gaetano Savatteri nella definizione del programma, entra in campo un Comitato direttivo composto da alcune tra le voci più riconoscibili del panorama culturale italiano contemporaneo:
Giulia Caminito,
Giancarlo De Cataldo,
Marco Rizzo,
Marino Sinibaldi
e Francesca Tamburini.

Una scelta che segna un cambio di passo: il festival non solo ospita autori, ma affida loro la costruzione di parti del programma.

Cinque sguardi, cinque modi di leggere il presente

Ognuno dei curatori porterà dentro il festival un proprio universo di riferimento, costruendo una sezione tematica autonoma.

  • Giulia Caminito, tra le voci più rilevanti della narrativa italiana contemporanea, offrirà uno sguardo attento alle trasformazioni sociali e ai linguaggi della letteratura di oggi.
  • Giancarlo De Cataldo, autore di Romanzo criminale, porterà nel programma la profondità del racconto civile e giudiziario, tra storia, potere e narrazione.
  • Marco Rizzo, tra i principali esponenti del graphic journalism italiano, aprirà il festival al fumetto come strumento di inchiesta e racconto del reale.
  • Marino Sinibaldi, per anni alla guida di Rai Radio3, contribuirà con uno sguardo critico sulla cultura e sui media.
  • Francesca Tamburini, autrice fantasy e divulgatrice sui social, intercetterà pubblici nuovi, soprattutto giovani, tra narrativa di genere e promozione della lettura.

Un programma che attraversa i generi

Questa pluralità di voci si traduce in un programma che attraversa e mette in relazione generi diversi:
dalla narrativa al giallo, dalla saggistica alla graphic novel, dal fantasy al giornalismo, fino al fumetto e al thriller.

Ogni sezione diventa così uno spazio di approfondimento, ma anche un punto di contatto tra pubblici differenti.

Un dialogo con le sezioni storiche

Le nuove curatele si affiancano alle sezioni già consolidate del festival, come:

  • quella dedicata all’infanzia e all’illustrazione curata da Maria Romana Tetamo della Libreria Dudi
  • I Segni di Venere, a cura di Maria Giambruno, dedicata all’universo femminile

Un intreccio tra continuità e innovazione che rafforza l’identità del festival.

Un festival costruito da chi racconta il mondo

Con questa scelta, Una marina di libri compie un passo ulteriore:
trasforma gli autori da ospiti a protagonisti attivi della costruzione culturale.

Il risultato è un programma che nasce da chi, ogni giorno, lavora sulle storie —
e che proprio per questo è in grado di intercettare, interpretare e mettere in scena le molte “voci dei senza voce” che attraversano il nostro tempo.

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